Memoriale delle vittime a Crans-Montana (Ansa)
Il governo svizzero ha deciso di rinunciare – a titolo eccezionale – al rimborso di 1,5 milioni di franchi per le spese mediche sostenute negli ospedali elvetici per i feriti italiani della strage di Crans-Montana: ad annunciarlo è stato il presidente della Confederazione Guy Parmelin che ha comunicato la scelta direttamente alla premier Giorgia Meloni, sottolineando la piena consapevolezza dell’immenso dolore che grava sulle vittime dell’incendio del bar Constellation e sulle loro famiglie.
La mossa di Berna chiude definitivamente una delicata contesa diplomatica nata attorno alla copertura finanziaria delle cure per i 12 giovani coinvolti nel rogo a Crans-Montana e – com’è facile immaginare – le famiglie dei feriti e i loro legali hanno accolto la notizia con profonda soddisfazione, definendola un importante segnale di rispetto e solidarietà ; con l’inteso lavoro svolto sottotraccia dai vertici istituzionali e dalla diplomazia che ha permesso di superare le tensioni e di riallacciare lo storico clima di collaborazione.
Il provvedimento offre ora un nuovo slancio e maggiore fiducia alle vittime per affrontare il lungo percorso di recupero e le imminenti battaglie legali sul rogo di Crans-Montana: per i genitori e gli avvocati dei ragazzi, la rinuncia ai rimborsi rappresenta – infatti – un primo passo fondamentale, ma resta assolutamente fondamentale fare piena luce sulle responsabilità della tragedia, oltre a chiudere la lunga partita dei risarcimenti.
