Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky al WEF Davos, 22 gennaio 2026 (Ansa)
Dopo l’incredibile (e ampiamente attesa) vittoria di Péter Magyar alle recenti elezioni in Ungheria, sembra aprirsi la possibilità di una nuova stagione di collaborazione tra Budapest e l’Ucraina, rompendo con quelle tensioni generate dall’ex premier Orban che – a causa della sua storica amicizia con Putin – hanno lungamente messo i bastoni tra le ruote allo sforzo bellico di Kiev contro la Russia.
Ad aprire ufficialmente alla collaborazione è stato, infatti, proprio il presidente ucraino Zelensky che in un recente intervento pubblico si è detto pronto a dare il via ai lavori di riparazione dell’oleodotto Druzhba, fondamentale per gli approvvigionamenti di petrolio in Ungheria e Slovacchia: la pipeline era stata duramente danneggiata dal conflitto in Ucraina e per Orban era diventata una scusa per apporre – fino alla riparazione – il suo veto agli aiuti europei a Kiev.
Seppur non li abbia citati direttamente, è chiaro che Zelensky punti proprio a sbloccare quegli aiuti sui quali pende ancora il veto dell’Ungheria e, in tal senso, Magyar sembra aver già fatto delle importanti aperture: nonostante anche lui non li abbia citati apertamente, infatti, ha già chiarito che il suo mandato sarà fortemente europeista e che non imporrà nessun veto “di principio” agli aiuti forniti da Bruxelles a Kiev.
