Scontri No Tav in Val Susa (ansa)
È gravissimo il bilancio della guerriglia urbana che si è registrata nella giornata di ieri – sabato 25 luglio – in Val Susa, alimentata dagli antagonisti che si sono staccati dal corteo No Tav che aveva invaso le strade cittadine, tradizionalmente per concludere i festeggiamenti per il Festival Alta Felicità: scontri che – naturalmente – hanno attirato le critiche della totalità del panorama politico italiano, causando anche danni ingenti ai cantieri dell’Alta Velocità.
Stando alle ultimissime informazioni, nella guerriglia No Tav sono rimasti feriti complessivamente 120 agenti delle Forze dell’Ordine, tra i quali 58 poliziotti, 48 carabinieri e 20 finanzieri, vittime dei lanci di sassi, bottiglie e bombe carte da parte degli attivisti; mentre le indagini immediatamente avviate sugli scontri hanno già permesso di identificare 450 attivisti che hanno preso parte alla guerriglia, provocando danni – appunto – “notevoli” attualmente stimati in “circa 1 milione di euro”.
Dal canto suo, il movimento No Tav in queste ore ha rivendicato la “grande giornata di lotta” che ha permesso loro di dimostrare di essere in grado di “arrivare con determinazione là dove la devastazione del territorio è all’ordine del giorno”; mentre è stata unanime la condanna da parte della politica italiana, tanto che anche Mattarella ha espresso la sua solidarietà e il ringraziamento alle Forze dell’Ordine coinvolte negli scontri.
