Polizia (Foto: Tg5)
Episodio piuttosto scioccante quello avvenuto presso la stazione centrale di Padova, dove un 27enne gambiano è stato arrestato dopo aver brandito un grosso coltello e aver urlato Allah Akbar. Una situazione terribile che è stata sventata grazie all’intervento tempestivo delle forze dell’ordine che hanno bloccato il ragazzo, non a fatica. Una volta a terra infatti lo stesso ha cercato di divincolarsi, ferendo – seppur in modo lieve – uno dei poliziotti intervenuti.
Al momento l’uomo si trova presso un centro permanente di rimpatrio di conseguenza verrà a breve rispedito in Africa e il motivo è semplice: quello di queste ore, come vi segnaliamo sulle pagine de IlSussidiario,net, è il quinto arresto nel giro di dieci anni. Il 27enne gambiano era infatti arrivato in Italia, in maniera irregolare, nel 2016, sbarcando in quel di Pozzallo, in Sicilia. Subito aveva iniziato la sua attività di delinquente, e ancora minorenne venne arrestato assieme ad altre persone per aver sequestrato sette dipendenti di un ufficio erano stati rinchiusi a scopo estortivo. Era stato quindi messo in una comunità essendo minorenne e qui era stato denunciato per tentata violenza sessuale dopo aver approcciato un’assistente sociale della stessa comunità.
Nel 2022 e nel 2023, infine, l’arresto per droga in provincia di Venezia. Dopo questi ultimi due arresti, nel 2025 era scattata la procedura di espulsione ma alla fine il 27enne aveva fatto ricorso chiedendo l’asilo politico in Italia, allungando quindi i tempi dell’espulsione. Si è così arrivati ai recenti fatti di Padova dell’altro giorno, la goccia che ha evidentemente fatto traboccare il vaso. Ora l’espulsione sembra finalmente una ipotesi concreta, ma con colpevole ritardo.
