La nuova mappa globale dell'ONU (X/Twitter)
È stata approvata in queste ore dall’Assemblea delle Nazioni Unite una risoluzione proposta dal Gruppo africano – e, in particolare, dal Congo – per ridisegnare la mappa globale e superare l’attuale modello di Marcatore, ovvero la proiezione cilindrica centrografica che tutti ben conosciamo e che dal 1569 funziona da rappresentazione “accurata” del mappamondo: un modello da sempre al centro di pesanti critiche perché considerato eccessivamente “eurocentrico” e incoerente con le effettive dimensioni dei continenti.
Non a caso, il presidente della Commissione dell’Unione africana – Mahmoud Ali Youssouf – ha spiegato che l’attuale mappa globale è frutto di un modello elaborato nel XVI secolo e che rispondeva strettamente a esigenze nautiche superate oggi dalla tecnologia: un modello – ha continuato – che altera in modo pesante la dimensioni reali delle aree del nostro pianeta ai danni soprattutto del continente africano che appare nettamente inferiore alla realtà.
Di fatto, con il nuovo modello della mappa globale non cambierà granché se non la raffigurazione delle dimensioni dei continenti e, soprattutto, dell’Africa: se nel modello di Marcatore appare, infatti, grosso modo identico agli Stati Uniti e al Canada, nel nuovo modello ipotizzato dall’Assemblea dell’ONU il continente africano apparirà ben più vasto, finendo per occupare buona parte del mappamondo.
