John Ternus, nuovo CEO di Apple (X)
Gli oltre 1.600 dipendenti degli Apple Store italiani hanno deciso di incrociare le braccia per un’intera giornata di sciopero – proclamato da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs -, scegliendo la simbolica data del 18 settembre, ovvero quella della presentazione globale del nuovo – e sempre attesissimo – iPhone.
Al centro della protesta degli Apple Store ci sono il precariato strutturale, i carichi di lavoro sempre più insostenibili e le carenze d’organico nei 17 punti vendita della penisola: non a caso, i sindacati denunciano un ricorso eccessivo ai contratti a termine per quasi sette mesi all’anno, oltre alle risposte aziendali ritenute del tutto insufficienti rispetto alle richieste sindacali.
L’agitazione negli Apple Store, peraltro, contesta fortemente la straordinaria salute finanziaria dell’azienda: nei primi nove mesi dell’anno fiscale 2026, infatti, Apple ha registrato ricavi superiori ai 364 miliardi di dollari, avviandosi verso la quota record di 475 miliardi; con una disponibilità economica che – secondo i lavoratori – rende ingiustificabili le politiche di contenimento del personale.
