Donald Trump e JD Vance (Foto: ANSA-EPA 2025)
Il vicepresidente americano JD Vance ha aperto alla possibilità di non candidarsi alle elezioni presidenziali del 2028: in un’intervista alla CBS News, infatti, il vice di Trump ha spiegato che la decisione dipenderà da priorità familiari, citando i quattro figli piccoli e la riserva della moglie nei confronti della politica, fermo restando che l’accesso alla massima carica dello Stato non rappresenta – per lui – un passaggio scontato del suo percorso; pur sottolineando che rinvierà ogni scelta a dopo l’appuntamento di Midterm.
L’uscita di Vance si inserisce in un momento di forte sofferenza per l’amministrazione, con l’avvicinarsi delle Midterm e sondaggi sempre più sfavorevoli per i Repubblicani: nonostante le imprecisioni registrate durante le recenti primarie, infatti, le rilevazioni nazionali concordano nel delineare un significativo vantaggio per i Democratici, accreditati per conquistare il controllo della Camera con altissime probabilità e – al contempo – in forte ascesa anche per la corsa al Senato.
L’arretramento dei conservatori in vista delle Midterm emerge con evidenza soprattutto nei dati territoriali, che mostrano in bilico perfino roccaforti storiche come Ohio, Texas e Alaska: a pesare sul consenso del GOP è il netto calo di gradimento del presidente Donald Trump, sceso ai minimi storici con un’approvazione generale intorno al 32 per cento; e, nonostante il tycoon continui a bollare le rilevazioni come notizie false, la perdita di terreno tra l’elettorato ispanico rischia di compromettere gli equilibri politici nazionali.
