Daniel, il 25enne che viva a Capodichino (Rai)
È un’esistenza sospesa tra le vetrate di uno scalo e una drammatica reticenza sul proprio passato quella di Daniel, un ragazzo di 25 anni che sostiene di essere svedese e che da un mese ha trasformato l’aeroporto di Capodichino a Napoli nella sua casa: privo di documenti e denaro, il giovane ricorda il protagonista del film “The Terminal”, anche se dietro la sua permanenza – differentemente dalla pellicola – non si nascondono nodi burocratici, ma una scelta personale avvolta nel mistero e segnata da ricordi frammentari.
Ribattezzato il “Chris Martin di Capodichino” per la somiglianza con il cantante dei Coldplay, Daniel sostiene di essere arrivato in Italia come turista e di aver subito un’aggressione a Roma e intorno a lui è scattata la solidarietà dei lavoratori dell’aeroporto partenopeo e del console onorario di Svezia – Pierluigi Petrone – che gli ha donato alcuni indumenti invernali; tuttavia, di fronte a ogni tentativo di reinserimento o di rientro a casa, il ragazzo oppone un rifiuto fermo e sommesso, chiedendo soltanto un paio di scarpe nuove.
Il precario equilibrio del 25enne, però, rischia ora di spezzarsi a causa della chiusura dell’aeroporto Capodichino per l’intero mese di novembre, dovuta a una serie di lavori sulla pista programmati da tempo: con la sospensione delle attività operative, l’infrastruttura che gli ha – attualmente – offerto riparo e sostentamento non sarà più la stessa, lasciando nell’incertezza e nel freddo una vicenda umana complessa e ancora priva di risposte.
