Hacker (web)
L’offensiva cyber contro i sistemi di refrigerazione dei supermercati sale a un nuovo livello e colpisce anche la sanità pubblica francese: gli hacker, infatti, sono riusciti ad accedere ai controlli dell’Istituto francese del sangue, alzando la temperatura di tre celle frigorifere di emoderivati vitali da -30 a 110 gradi; con un attacco ibrido che – fortunatamente – non ha provocato impatti sanitari diretti, ma ha riacceso l’allarme in tutta Europa dopo i recenti raid informatici che avevano già paralizzato centinaia di supermercati e colpito istituti bancari in Francia.
L’operazione, peraltro, è stata rivendicata per la prima volta sui social dai gruppi di hacker filorussi “Noname057(16)” e “Z-Pentest”, già responsabili delle recenti manomissioni alla catena del freddo anche in Italia: i gruppi hanno accompagnato il filmato con minacce esplicite, dichiarando di potersi insinuare nelle reti di approvvigionamento idrico, nelle centrali elettriche e nei siti industriali occidentali, costringendo le autorità d’Oltralpe ad avviare un’indagine formale, mentre la Commissione europea e le agenzie di sicurezza mantengono il massimo livello di allerta.
In Italia, nel frattempo, l’attenzione resta altissima nonostante le rassicurazioni del governo: Federconsumatori, infatti, ha sollecitato l’adozione immediata di contromisure straordinarie per la logistica alimentare e sanitaria, inclusa l’installazione di sensori analogici non connessi a Internet per prevenire la manomissioni da parte degli hacker; mentre la Rete degli Istituti Zooprofilattici Sperimentali ha evidenziato come la cybersicurezza sia ormai parte integrante della salute pubblica, indispensabile per garantire la tracciabilità e la sicurezza dei beni di prima necessità .
