Salah al Din Road, Striscia di Gaza, febbraio 2024 (Ansa)
La situazione a Gaza – con una tregua piuttosto fragile, un accordo che sembra impossibile e un conflitto che non si è mai veramente interrotto – preoccupa profondamente l’ONU che in queste ore ha lanciato un vero e proprio allarme sulle condizioni in cui sono costretti a vivere i palestinesi, stretti nel fuoco incrociato di Israele e Hamas e ridotti a poco più che pedine: un allarme che arriva, peraltro, a ridosso dell’apertura dei lavori del Board of Peace che proprio su Gaza dovrebbe concentrare la sua attenzione.
Secondo quanto riferisce l’ONU, Israele e Gaza starebbe continuando la “metodica distruzione dei quartieri civili”, unitamente al “trasferimento forzato” della popolazione e al blocco dell’arrivo degli aiuti umanitari, con l’accusa di star conducendo una vera e propria “pulizia etnica“; il tutto – peraltro – in aggiunta alle “torture ed esecuzioni sommarie” da parte dei miliziani di Hamas e a una “violenza sistematica” da parte di Tel Aviv sui giornalisti incarcerati dopo lo scoppio del conflitto.
