Memoriale delle vittime a Crans-Montana (Ansa)
Doveva essere un’iniziativa benefica, ma si è trasformata – almeno apparentemente – nell’ennesimo giallo legato alla strage di Crans-Montana, con le famiglie delle vittime e dei feriti nel rogo di capodanno che stanno ancora aspettando di ricevere i proventi del concerto “Aux curs de Crans” che è stato organizzato lo scorso 22 aprile con l’obiettivo – appunto – di raccogliere fondi da destinare a chi ha dovuto affrontare spese enormi per il ricovero di figli, nipoti e parenti.
Facendo un passo indietro, è utile ricordare che il concerto per Crans-Montana è andato in scena in uno dei teatri più esclusivi della Svizzera – ovvero la Salle Métropole di Losanna – e prevedeva dei biglietti di ingresso compresi tra i 90 e i 109 franchi (a seconda del posto acquistato): all’iniziativa benefica avevano partecipato alcuni dei nomi più famosi della musica francese e svizzera, oltre al nostrano Riccardo Cocciante; tutti a titolo completamente gratuito.
A distanza di più di un mese dal concerto per Crans-Montana, però, i proventi raccolti – secondo un’inchiesta condotta dal quotidiano svizzero Tages Anzeiger – non sono ancora stati distribuiti alle vittime e non è chiaro neppure a quanto ammontino effettivamente i fondi raccolti, con una stima del quotidiano che parla di almeno 150mila franchi: dal canto suo, l’organizzatore dell’evento respinge qualsiasi ipotetica accusa, ma non ha ancora diffuso alcun dettaglio su quando inizierà la distribuzione.
