Epidemia di ebola in Congo (Ansa)
Si aggrava su base giornaliera il quadro dell’epidemia di ebola che si sta registrando – e diffondendo – in Congo, partita con una serie di casi sospetti che hanno portato l’OMS ad alzare il livello di allerta e ora sfociata in svariate centinaia di decessi e un migliaio scarso di presunti contagi: un quadro – appunto – in rapidissima evoluzione e che rischia di trasformarsi rapidamente in una delle più epidemie degli ultimi decenni.
Com’è facile intuire, l’effettiva diffusione dell’ebola in Congo è difficile da calcolare in modo esatto, ma il Ministero della Salute locale ritiene che si possa già parlare di più di 860 casi e di oltre 200 morti, in larga parte – è bene precisarlo – ancora da confermare con i test in laboratorio; mentre l’OMS per ora si limita a parlare di almeno 750 casi sospetti e circa 177 decessi con quasi clinici simili a quelli causati dal virus.
Non solo, perché l’OMS ritiene anche che con il passare dei giorni, cresca sempre di più il rischio che l’ebola si diffonda su larga parte dell’Africa: oltre – ovviamente – al Congo, infatti, sono attualmente 10 i Paesi a rischio secondo l’Organizzazione, tutti incentrati nel continente; mentre restano bassissime le probabilità che il virus raggiunga anche i territori occidentali e si diffonda con la medesima rapidità che si sta registrando sul suolo africano.
