Proteste Iran dopo la morte di Khamenei (Ansa)
Sembrano esserci stati degli importati sviluppi nella trattativa tra USA e Iran, con una primissima bozza di quella già rinominata “Dichiarazione di Islamabad” che è stata formalizzata nelle ultime ore durante l’estenuante e complesso lavoro dei mediatori pakistani, pronta per finire al centro di un tavolo di confronto formale tra i due Paesi che – auspicabilmente – potrebbe porre fine al conflitto avviato a febbraio e che continua a imperversare.
A dirlo sono alcune indiscrezioni che stanno circolando in queste ore sui media statunitensi, con un funzionario (ovviamente anonimo) che al Telegraph ha confermato la formalizzazione delle “linee di principio” della Dichiarazione di Islamabad, sostenendo che manchi solo l’approvazione da parte di Trump e Khamenei; mentre il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, si è detto fiducioso che la firma potrebbe arrivare già nella giornata di oggi.
Al centro della Dichiarazione di Islamabad ci sono tutti i punti diventati ormai famosi nelle ultime settimane, partendo dalla riapertura dello Stretto di Hormuz, passando nella revoca delle sanzioni imposte dagli USA all’esportazione di petrolio iraniano e arrivando – forse soprattutto – fino all’arricchimento dell’uranio da parte di Teheran; il tutto con Israele e Libano che restano sullo sfondo, tra i nodi più complicati da sciogliere.
