Xi Jinping, Presidente della Cina (Ansa)
Con l’attenzione del mondo incentrata sulle prossime mosse di Trump dopo lo stop dalla Corte suprema ai famosi (o famigerati) dazi, l’economista Carlo Pelanda in un’intervista rilasciata a ilSussidiario.net in queste ore ha spostato l’attenzione sulle mosse della Cina, rivelando movimenti in corso in quel di Pechino che potrebbero alzare rapidamente il livello di tensioni in tutto il mondo; causando – ipoteticamente – una vera e propria guerra.
Secondo Pelanda, infatti, in Cina si è attivata una macchina di comunicazione interna dalla quale emerge la volontà di “approfittare di questo momento di debolezza di Trump” per migliorare la posizione geopolitica internazionale di Pechino e – al contempo – indebolire ulteriormente il presidente statunitense: una posizione – secondo l’economista – “pericolosa” per via dell’ormai conclamata imprevedibilità di Trump.
A fronte delle mosse dalla Cina, infatti, il tycoon potrebbe decidere di “spostare altrove l’attenzione dell’opinione pubblica” e visto che il fascicolo più importante tra le sue mani, in questo esatto momento, è quello iraniano, secondo Pelanda il rischio è che opti per “un’azione bellica più incisiva” i cui effetti sarebbero tutt’altro che limitati.
