Alice Weidel, leader AfD in Germania (ANSA-EPA 2026)
Il tribunale amministrativo di Colonia ha accolto il ricorso di Alternative fur Deutschland (AfD) e della leader Alice Weidel stabilendo che, per ora, il partito non è “estremista” ai sensi della legge e pertanto non può essere messo al bando. Alcune autorità avevano avviato valutazioni su presunti legami con correnti estremiste o pericolose, ma ora è emerso che non si può vietare l’attività del partito di estrema destra: il tribunale ha ritenuto gli elementi insufficienti per giustificare un provvedimento così drastico, sottolineando l’importanza di preservare la libertà di associazione politica in mancanza di elementi chiari.
Dopo la sentenza, Weidel e i vertici di AfD hanno ribadito di non essere un movimento estremista, ma un partito conservatore e critico con certe politiche tradizionali tedesche ed europee. Per Weidel la decisione della magistratura è una vittoria del pluralismo democratico e un segnale contro i tentativi di “silenziare il dibattito politico”.
Ma il tribunale ha lasciato aperta la porta a successive indagini se emergessero nuove prove di attività in contrasto con l’ordine costituzionale tedesco, ma fino a quando non emergeranno elementi inconfutabili, AfD potrà continuare a partecipare regolarmente all’attività politica, presentare liste elettorali e svolgere funzioni parlamentari in organi rappresentativi, anche la Bundestag.
