Pasdaran in Iran con l’ayatollah Khamenei: le Guardie della Rivoluzione (ANSA-EPA 2025)
È guerra in Iran dopo l’attacco voluto da Israele nella mattina italiana di ieri che ha “preventivamente” colpito Tehern per “rimuovere le minacce esistenziali” allo stato ebraico, innescando una serie di reazioni del tutto prevedibili che hanno coinvolto l’intera regione Mediorientale e Persica: infatti, ai missili israeliani si sono presto uniti anche quelli statunitensi e non si è fatta attendere la reazione da parte di Teheran che ha deciso di bersagliare alcuni paesi regionali, incentrandosi soprattutto sul Qatar che ospita numerose basi militari statunitensi.
Per tutta la giornata di ieri, peraltro, abbiamo assistito al giallo sulla morte dell’ayatollah Khamenei, annunciata fin da subito dai media israeliani, smentita prontamente da Teheran e – infine – confermata dallo stesso Iran nel corso della serata; mentre sarebbero morti anche numerosi suoi sottoposti di altissimo rango, anche tra i leader dei famigerati Pasdaran, figure chiave per lo stato islamico.
Nonostante la morte della Guida Suprema – probabilmente sopraggiunta effettivamente nella mattinata di ieri -, però, l’Iran ha promesso durissime reazioni agli attacchi subiti, inizialmente bersagliando alcuni paesi vicini e, successivamente, ponendo in blocco lo stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio globale e – soprattutto – per gli approvvigionamenti di petrolio provenienti dal Medio Oriente.
