Iran e Pasdaran (Foto: Ansa)
Dopo l’attacco di Usa e Israele all’Iran si delineano tre scenari per il Paese secondo Lucio Caracciolo. Una parte delle forze iraniane tra Guardia Rivoluzionaria, esercito e polizia, potrebbe orchestrare un colpo di Stato pilotato con il sostegno di CIA e Mossad, rovesciando il regime in nome del “popolo” e favorendo una transizione rapida e meno distruttiva. Per Caracciolo, questo è lo scenario più rapido, ma anche il più illusorio.
Senza regime change, il conflitto si trasformerebbe in una guerra allargata, non controllabile, per cui le ostilità potrebbero allargarsi oltre il territorio iraniano, costringendo Usa e Israele a fare i conti con un conflitto sempre più difficile da gestire sia dal punto di vista militare che da quello logistico.
Nell’ultimo scenario, il conflitto si trasformerebbe in un pantano totale: una guerra prolungata, con una mobilitazione generale, possibile invasione terrestre e un impegno militare senza fine per Washington e Tel Aviv, che si trascinerebbe senza una risoluzione rapida e con costi umani, economici e geopolitici alti.
Per Caracciolo l’azione Usa non è il frutto di una strategia razionale, ma più di un impulso compulsivo, con Trump descritto come “giocatore al buio” e Israele come il principale artefice della spinta bellica, pur con i limiti per quanto riguarda la capacità di sostenere una lunga guerra.
