La situazione in Iran (Foto: Ansa)
Si aggrava il quadro della guerra in Iran, con l’iniziale operazione (qualcuno ad altre latitudini direbbe “speciale”) lanciata da Trump e Netanyahu che è presto sfociata in un prevedibile conflitto regionale, tanto che Teheran nelle ultime ore ha colpito con i suoi missili e droni buona parte dei paesi mediorientali e del Golfo, ricevendo anche il supporto dei suoi proxy regionali; mentre resta formalmente aperto (ma, comunque, bloccato) lo stretto di Hormuz, con i prezzi del petrolio in fortissima crescita.
Solo nelle ultime ore, Teheran ha colpito anche alcuni obiettivi a Tel Aviv e Gerusalemme, superando con successo le difese missilistiche di Israele, mentre a causa della reazione belligerante di Hezbollah, lo stato ebraico ha allargato il fronte della guerra in Iran anche al vicino Libano: una situazione, appunto, complessa e in costante evoluzione, tanto che Trump ha già annunciato che il conflitto durerà almeno quattro settimane.
Nel frattempo, c’è grande apprensione per i numerosi italiani bloccati nell’area o in paesi esteri, impossibilitati a rientrare a causa delle diffuse chiusure degli spazi aerei in tutto il Medio Oriente: sul tema è al lavoro già dalla mattinata di ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha offerto – tramite le ambasciate – pieno supporto agli italiani e creato una vera e propria task force del Golfo per permettergli di rientrare con l’aiuto delle autorità italiane.
