Elezioni (Foto Ansa)
Con i lavori sulla nuova legge elettorale si pensava che finalmente il paese avrebbe riacquisito una certa stabilità politica, ma guardando il testo sembra di essere nuovamente davanti all’ennesimo tentativo “dall’alto” di modificare la reale espressione popolare (che dovrebbe essere al centro della democrazia) a favore di un sistema manipolatorio: a dirlo è il costituzionalista Stelio Mangiameli in un’analisi pubblicata sulle pagine de ilSussidiario.net, mettendo in fila tutti gli errori (e orrori) politici commessi nell’arco dell’ultimo ventennio.
Mangiameli, infatti, ricorda che attualmente la Corte costituzionale ha censurato la legge elettorale varata da Calderoli nel 2014 e definita dal suo stesso firmatario una “porcata” e, se la stessa sorte è capitata anche all’Italicum di Renzi varato nel 2017, il Rosatellum è sopravvissuto solamente perché “è mancata la spinta a portarlo davanti alla Corte”, pur soffrendo delle medesime criticità, tanto da “far risultare eletto un candidato di una lista con i voti dati dagli elettori a liste diverse”.
Purtroppo, la stessa dinamica – sempre secondo Mangiameli – si ravvisa anche nella nuova legge elettorale attualmente in discussione: infatti, “la disciplina del premio di maggioranza con il listino circoscrizionale” rischierebbe di “frammentare il voto” e far apparire del tutto fini a loro stessi i voti degli elettori, limitandone – addirittura – la possibilità di “esprimere la preferenza” su chi li governerà negli anni successivi, in una vera e propria “manipolazione” (pur legale, o meglio, legalizzata) dei voti.
