Germania: il cancelliere Merz (Ansa)
In una riflessione pubblicata sulle pagine de ilSussidiario.net, la giornalista italo-tedesca Claudia Schneider ha lanciato un vero e proprio allarme su quello che sembra essere un aumento dei tentativi di censura in Germania, operati da parte del governo guidato dal cancelliere Merz: sono, infatti, sempre di più le cause intentate in tribunale per via di post o commenti pubblicati sui social, con un aumento che sembra procedere di pari passi con lo scontento popolare per le politiche pubbliche.
Esemplificativo – spiega Schneider – il recente caso del cittadino di Heilbronn che su Facebook aveva definito il cancelliere della Germania con l’epiteto “Pinocchio” per via delle sue tante promesse politiche non mantenute: il Ministero degli Interni ha deciso di trasmettere il caso alla polizia locale, che a sua volta l’ha inviato alla Procura, la quale – fortunatamente – l’ha delegittimato a una semplice “critica al potere” sulla quale prevale la “libertà di espressione”.
Contestualmente, lo scorso 21 ottobre sono stati ben 38 i commenti critici verso il governo della Germania che sono finiti all’attenzione della Procura per una valutazione legata al loro presunto carattere illegale: un vero e proprio tentativo di censura che procede di pari passi con le critiche mosse dalla capogruppo di AfD Alice Weidel – lei protetta dall’immunità -; oltre che dall’ormai evidente scontento popolare per Merz e i suoi ministri.
