Ospedale (Foto: Pixabay)
Sono stati pubblicati in queste ore gli ultimissimi dati dell’Osservatorio Nazionale sulla Sicurezza nella sanità relativi – com’è facile immaginare – al numero di aggressioni che si sono verificate nel corso degli ultimi 12 mesi all’interno degli ospedali e delle strutture mediche del nostro paese: il dato principe parla di quasi 18mila (precisamente 17mila 956) episodi violenti nel corso del 2025, con più di 23mila operati coinvolti; ma se sembra (e lo è) un dato tragico, va anche considerato che è sostanzialmente stabile rispetto al 2024, quando vi furono 18mila 392 aggressioni e 22mila vittime.
Entrando nel merito dei dati, non stupisce che le donne che lavorano nella sanità sono maggiormente soggette a espisodi violenti, con 69% delle aggressioni che le hanno viste protagoniste (in nessuna Regione si scende sotto il 60 per cento), ma che va letto anche nell’ottica in cui sono circa il 65% degli operatori complessivi; mentre altrettanto ovvio è il fatto che il personale infermieristico sia quello maggiormente colpito, con un 55% di incidenza complessiva.
Similmente, se le aree di emergenza-urgenza, quelle psichiatriche e quelle di degenza fanno registrare il maggior numero di aggressioni all’interno del settore della sanità, non dovrebbe sorprendere il fatto che i pazienti risultano essere gli assoluti protagonisti (67% dei casi) degli episodi violenti, seguiti dai loro familiari o caregiver (con il 30% di incidenza); mentre è sicuramente positivo che solo il 25% delle aggressioni siano state di tipo fisico, con la maggioranza (69%) di tipo verbale.
