Influenza aviaria (Foto Ansa)
Il primo caso umano di influenza aviaria registrato in Europa è stato identificato in Lombardia, ma le autorità sanitarie invitano a evitare allarmismi, anche perché – come ricostruisce Lorenzo Drigo su IlSussidiario.net – si tratta di un’infezione da virus A(H9N2), un sottotipo già noto alla comunità scientifica e classificato a bassa patogenicità. Il paziente è una persona fragile con patologie pregresse, rientrata da un Paese extraeuropeo dove avrebbe contratto il virus; attualmente è ricoverato, ma le condizioni non destano particolare preoccupazione.
In merito alle modalità di trasmissione, il Ministero della Salute ricorda che il contagio avviene tramite il contatto diretto con animali infetti o ambienti contaminati, come pollame o materiali esposti al virus; non esistono evidenze di trasmissione da persona a persona, per cui si riduce il rischio per la popolazione. I sintomi, nei rari casi umani, sono in generale lievi e simili a quelli influenzali: febbre, tosse e malessere generale, a ulteriore conferma della natura limitata dell’infezione, anche se gli esperti sottolineano la necessità di mantenere alta la sorveglianza epidemiologica.
Le autorità hanno già attivato tutte le procedure di controllo: tracciamento dei contatti, coordinamento con Regione Lombardia, Istituto Superiore di Sanità e organismi internazionali. Al momento non sono stati registrati altri casi, per cui il quadro complessivo resta sotto controllo.
