Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, al vertice UE-Unione Africana (ANSA 2025, Filippo Attili)
Sale la tensione tra Italia e Israele dopo che un convoglio italiano della missione Unifil in Libano è stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco attribuiti all’Idf: l’episodio, avvenuto in un’area già altamente instabile al confine con Israele, non ha provocato vittime ma ha immediatamente sollevato un caso diplomatico.
La premier Giorgia Meloni ha espresso una “ferma condanna”, chiedendo chiarimenti urgenti alle autorità israeliane su quanto accaduto: per il governo italiano l’accaduto è molto grave, trattandosi di personale impegnato in una missione di pace sotto egida Onu. Sul piano diplomatico, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato l’ambasciatore israeliano a Roma per ottenere spiegazioni ufficiali e ribadire la posizione italiana: la Farnesina chiede trasparenza e garanzie sulla sicurezza dei contingenti internazionali presenti nell’area.
Ma questa vicenda si inserisce in un contesto già segnato da forte instabilità in Medio Oriente e da crescenti tensioni tra Israele e le forze presenti nel sud del Libano, ma per l’Italia, che contribuisce in modo significativo alla missione Unifil, la sicurezza dei propri militari resta una priorità assoluta. Il caso rischia ora di avere ripercussioni politiche e diplomatiche: si attendono chiarimenti da parte di Israele su una vicenda che tocca direttamente il ruolo delle missioni internazionali di peacekeeping.
