Emanuela Orlandi (web)
È di qualche ora fa la notizia – scoperta e lanciata dal Fatto Quotidiano – della presenza di Emanuela Orlandi all’interno degli Epstein Files, aprendo potenzialmente a una pista che gli inquirenti che non hanno mai battuto il precedenza e che potrebbe collegare i loschi traffici del finanziere morto del 2019 alla scomparsa della cittadina vaticana, ancora oggi uno dei più misteriosi e articolati cold case italiani; il tutto con un’ulteriore pista in cui potrebbe comparire anche Mirella Gregori, sparita un mese prima della Orlandi, da Roma.
Partendo da quanto scoperto dal Fatto Quotidiano, ricercando il nome di Emanuela Orlandi tra i tantissimi documenti raccolti dell’FBI sul caso Epstein, appare una corrispondenza che rimanda a un articolo di giornale in cui si parla degli scavi effettuati “dove indica l’angelo” (così come disse la fonte che indicò il punto in cui scavare): un articolo inserito – per ragioni ignote – tra quelli relativi al caso giudiziario del 2022 tra le Isole Vergini e la banca JP Morgan, risolto con un accordo milionario.
La ragione per cui Emanuela Orlandi sia citata in quei documenti, insomma, è ignota e incomprensibile, a meno che non si voglia ipotizzare un collegamento tra la banca vaticana (lo IOR) e la stessa JP Morgan; mentre ancora più interessante è l’altra pista apparsa in queste ore: in una mail scoperta da Chi l’ha visto, infatti, nel 2019 si fece riferimento alla presenza di “due ragazze straniere” sepolte nei pressi del ranch in New Mexico di Epstein, strangolate (e uccise) durante un gioco erotico; potenzialmente – ma, ovviamente, in modo assolutamente presunto – corrispondenti alle due 15enni sparite nel 1983.
