Trump al Congresso USA (Ansa)
Dopo il (fallito) tentativo di chiedere l’impeachment per aver violato War Powers Act, scatenando la guerra in Iran senza la dovuta base legale, una parte consistente del Congresso USA sembra intenzionata a invocare il 25esimo emendamento per ottenere la rimozione forzata del Presidente Donald Trump, in seguito – soprattutto – alle sue recenti dichiarazioni pubbliche sul conflitto in cui minacciava apertamente l’annientamento di un’intera civiltà .
A muovere la mozione – com’è facile immaginare – sono stati quasi tutti i deputati Democratici che siedono al Congresso USA, ritenendo i recenti messaggi condivisi dal tycoon un segnale chiaro ed evidente della sua inidoneità a svolgere quel delicato ruolo, appellandosi – sulla base legale fornita, appunto, dal 25esimo emendamento – a presunte problematiche mentali e psicologiche che affliggerebbero l’inquilino della Casa Bianca.
Nonostante la mossa dei deputati Dem (e sono circa un’80ina i firmatari della proposta di appello), è già facile immaginare che la richieste farà la fine di quella precedentemente presentata, con il Congresso USA che è attualmente abitato da una netta maggioranza di Repubblicani ancora fedeli a Trump; senza contare il fatto che, a fronte di un’approvazione, servirà comunque il parere ultimo e definitivo del vicepresidente JD Vance.
