Il premier di Israele Benjamin Netanyahu (c) mentre parla con il ministro Bezalel Smotrich (Ansa)
Dopo aver – secondo alcune ricostruzioni – indisposto l’alleato statunitense e averi rischiato di far tracollare la tregua in Iran a poche ore dell’annuncio in pompa magna da parte di Trump, il premier israeliano Netanyahu sembra aver accettato di aprire a dei negoziati diretti con il Libano utili a interrompere il conflitto avviato dallo stesso Stato ebraico per scongiurare la minaccia di Hezbollah, tra le principali milizie controllate da Teheran.
Stando a quanto dichiarato dallo stesso Netanyahu, però, le basi per la trattativa con il Libano – entità statale che nulla c’entra con la milizia, da tempo interessata a sua volta a debellarla – verranno gettate da Tel Aviv: da un lato, infatti, il premier vuole un impegno comune con l’omologo libanese Nawaf Salam al disarmo completo di Hezbollah; mentre – dall’altro lato – vuole anche l’avvio di nuove relazioni diplomatiche tra Tel Aviv e Beirut.
Le trattative – rivela il sito Axios – dovrebbero iniziare nelle prossime settimane e saranno completamente scollegate da quelle in corso tra Stati Uniti e Iran, con Netanyahu e Salam che hanno scelto come terreno neutrale quello di Washington; mentre dopo l’annuncio da parte del premier israeliano, in segno – forse – distensivo, Teheran ha riaperto lo Stretto di Hormuz al passaggio di una singola petroliera straniera.
