CEI, il cardinale Zuppi (Foto: Ansa)
Dopo l’appello da parte di Papa Leone XIV affinché, in ogni angolo del mondo, si depongano le armi, smettendo di vederle come l’unica soluzione ai conflitti politici, anche il cardinale – e presidente della Conferenza Episcopale Italiana – Matteo Maria Zuppi ha detto la sua, rinnovando l’appello del pontefice statunitense e chiedendo, al contempo, che si smetta di dipingere gli attuali conflitti come se fossero dettati dalla volontà di Dio.
Secondo il cardinale Zuppi, infatti, Dio non può, non deve e non è una giustificazione per nessun conflitto, con i sostenitori di questa idea che – a suo avviso – tradiscono profondamente il significato stesso della logica cristiana: Dio, infatti, è portatore di speranza e pace, non di morte e distruzione; specialmente quando queste ultime includono anche vite che nulla c’entrano con i conflitti che si generano negli alti palazzi politici del mondo.
Non solo, perché secondo Zuppi, quando si iniziano a giustificare le guerre (con o senza l’uso strumentale di Dio) si rischia anche di innescare una spirale gravissima e pericolosa di escalation sempre più violente e tragiche, finendo – come già avviene – per considerare inevitabile la morte di innocenti, citando apertamente (a titolo esemplificativo) la crisi in corso nel Libano sotto alle bombe di Israele.
