Stretto di Hormuz (Ansa)
Come facile immaginare – e come moltissimi analisti avevano previsto nei giorni scorsi – i negoziati tra USA e Iran sono falliti già al termine del primo incontro, tanto che il mediatore statunitense JD Vance già ieri aveva parlato di “ultima offerta” e Teheran aveva criticato le richieste “irragionevoli” dei contendenti: una situazione che è immediatamente diventata esplosiva, con nuove tensioni scattate attorno allo Stretto di Hormuz che potrebbero cagionare una nuova escalation in Medio Oriente.
Sempre ieri, infatti, Trump aveva annunciato unilateralmente un blocco navale attorno a Hormuz, promettendo di perseguire qualsiasi imbarcazione avesse accettato di pagare un pedaggio all’Iran e di bloccare ogni ingresso e ogni uscita dai porti iraniani: questa mattina – naturalmente – è arrivata la contromossa di Teheran che ha accettato di buon grado il blocco navale, irridendo il tycoon per il fatto che i suoi cittadini “presto rimpiangeranno di 4/5 dollari al gallone” che dovranno pagare il petrolio e i carburanti.
Sempre in mattinata, poi, oltre a dar conferma delle tensioni attorno allo stretto di Hormuz, il Wall Street Journal ha anche riportato delle voci di corridoio alla Casa Bianca secondo cui Trump starebbe valutando la possibilità di ordinare nuovi attacchi “limitati” contro l’Iran: una mossa che – chiaramente – farebbe definitivamente tracollare ogni possibile tentativo di mediazione, aprendo al rischio che gli USA finiscano nuovamente in un lunghissimo pantano mediorientale.
