In Pakistan un tribunale ha deciso di approvare un matrimonio celebrato fra una ragazza cristiana rapita quando era minorenne e un 30enne musulmano. Come vi spieghiamo nel dettaglio su IlSussidiario.net la giovane era stata sottratta ai suoi genitori quando era poco più che una bambina, avendo solo 12 anni, dopo di che è stata costretta a convertirsi, professando l’islam, per poi essere promessa in matrimonio ad un 30enne musulmano.
Una vicenda scioccante che però la Corte costituzionale federale del Pakistan ha deciso di approvare, precisando che la ragazza è ormai giunta alla maggiore età , mettendo tra l’altro in dubbio anche la sua carta di identità , che – secondo i giudici – non proverebbe con certezza i suoi anni. Inoltre ha approvato anche la conversione di fede all’islam – forzata – spiegando che non servano riti particolari per appunto convertirsi. Una sentenza che ha gettato nello sconforto la famiglia della povera ragazza, di nome Maria Shahbaz, che sperava di riportarla a casa dopo anni in cui è stata rapita. Nel contempo ha gettato grande preoccupazione sulla comunità cristiana locale, sempre più vittima di soprusi in Pakistan così come in altre regioni del mondo. Per le associazioni dei diritti umani si tratta di un gravissimo episodio che rischia di creare un precedente che possa ripetersi in futuro.
