Medico (Foto da Pixabay)
La sanità territoriale italiana si prepara a una svolta che potrebbe cambiare il ruolo dei medici di famiglia: il ministro della Salute Orazio Schillaci ha presentato alle Regioni una riforma che punta a rendere più efficiente il sistema, soprattutto in vista dell’avvio delle nuove Case di Comunità . Il cuore del progetto è l’introduzione della dipendenza selettiva: i medici di famiglia, ora liberi professionisti convenzionati con il Servizio sanitario, potranno essere assunti dalle Asl su base volontaria per garantire una presenza stabile nelle strutture territoriali.
Le Case di Comunità , finanziate anche con il Pnrr, sono pensate come poli sanitari di prossimità , dove lavoreranno insieme medici, infermieri e altri professionisti, ma senza una partecipazione attiva dei medici di base, il modello rischia di restare incompleto. È proprio da questa esigenza che nasce la riforma Schillaci.
Un altro aspetto riguarda gli stipendi: il sistema attuale, basato sul numero di assistiti, verrebbe superato in favore di un modello legato agli obiettivi, come gestione dei pazienti cronici, lavoro in team, attività nelle strutture territoriali, premiando la qualità del servizio più che la quantità .
La riforma prevede inoltre l’obbligo di partecipare alle attività delle Case di Comunità , che diventano parte integrante del lavoro del medico, ma si punta anche a sviluppare la telemedicina e a ridurre il peso della burocrazia, per liberare tempo da dedicare ai pazienti. Il percorso è appena iniziato: il decreto potrebbe arrivare già a maggio, ma il confronto con le Regioni e soprattutto con i medici sarà decisivo.
