Protesta agricoltori con i trattori davanti al Pirellone Regione Lombardia contro UE per Mercosur, Milano (Foto 2026 ANSA/MATTEO CORNER)
È una giornata particolarmente complicata per il fondamentale nodo stradale del Traforo del Brennero, letteralmente preso d’assalto dagli agricoltori riuniti da Coldiretti per chiedere un chiaro e netto cambiamento normativo ai decisori politici di Bruxelles, con l’associazione guidata da Ettore Prandini che ritiene al pari di una truffa – ovviamente ai danni, tra gli altri, dei produttori agricoli italiani – l’attuale codice doganale in vigore.
Stando alle prime stime, attualmente sarebbero circa 10mila gli agricoltori che si sono riuniti al Brennero, scegliendo proprio il traforo per via del suo valore dal punto di vista doganale: è proprio da lì, infatti, che arrivano nel Bel paese migliaia di prodotti agricoli esteri, sfruttando l’Italia per quel tanto che basta per la cosiddetta “ultima lavorazione”, necessaria per ottenere la certificazione di Made in Italy pur arrivando da campi situati a migliaia di km di distanza dal nostro paese.
Portavoce della protesta degli agricoltori, Prandini ha spiegato in queste ore che proprio a causa della regola dell’ultima lavorazione, i produttori italiani perdono qualcosa come “20 miliardi” di euro all’anno, ancor più importanti in un complesso periodo storico come quello attuale in cui sono aumentati – fino a “200 euro in più” – i costi per ettaro delle produzioni, unitamente ai prezzi di fertilizzanti e gasolio che viaggiano, rispettivamente, sull’ordine del “100% e 70% in più”.
