Ospedale (Ansa)
Il 25 aprile – oltre, ovviamente, alla Festa della Liberazione dal nazifascismo – è dal 2007 a questa parte una giornata che l’Organizzazione Mondiale della sanità ha deciso di dedicare alla lotta contro la malaria, la malattia infettiva trasmessa da alcuni vettori (come, e soprattutto, le zanzare) che gli sforzi sanitari mondiali non sono mai riusciti veramente a eradicare: proprio la giornata di oggi, infatti, serve a sensibilizzare la popolazione da un rischio che è tutt’altro che scongiurato.
In occasione della giornata odierna, l’OMS ha pubblicato il suo ultimissimo report sulla malaria, contenente i dati relativi al 2024, ultimo anno di cui si hanno delle certezze: nell’arco di quei 12 mesi, secondo l’OMS, sono stati ben 282 milioni i contagi registrati ufficialmente (potenzialmente sottostimati), accompagnati anche da 610mila decessi; entrambi gli indicatori in netto aumento rispetto al 2023.
Non solo, perché secondo l’OMS attualmente circa metà della popolazione mondiale vive in Paesi in cui il rischio di contrarre la malaria è ancora elevatissimo: sono, insomma, ancora tanti gli sforzi da fare per eradicarla, pur restando positivo il fatto che le attuali di prevenzione hanno permesso di evitare – nell’arco dell’ultimo decennio – più di 2 miliardi di contagi e ben 14 milioni di decessi collegati alla malattia infettiva.
