Libano, Beirut (Foto: Ansa)
Intervenuto sulle pagine de ilSussidiario.net, l’ex ambasciatore italiano in Libano e in Somalia Giuseppe Cassini ha ragionato sull’attuale crisi in corso in Libano, strettamente collegata a quanto sta accadendo in Iran con una tregua la cui tenuta sembra essere tutt’altro che garantita e un negoziato sulla pace tra Beirut e Tel Aviv che fatica a decollare, soprattutto – spiega l’esperto – perché Israele “vuole restare sul territorio libanese” e Beirut “non lo può accettare”.
Secondo Cassini, mentre si discute dell’ipotetico disarmo di Hezbollah, però, la soluzione dovrebbe procedere in una direzione completamente diversa: infatti, spiega che “la vera soluzione (..) sarebbe quella di far entrare l’ala militare di Hezbollah nell’esercito libanese”, risolvendo quella “debolezza incredibile” che da tempo caratterizza le forze regolari libanesi; il tutto – peraltro – “riconoscendo i loro gradi” ai miliziani sciiti.
Non solo, perché secondo Cassini un altro errore sulla gestione del dossier sul Libano è stata quella occidentale di “inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche l’ala militare di Hezbollah” dato che si tratta a tutti gli effetti di “un partito [che] sta in Parlamento”; mentre guardando al futuro, l’esperto ritiene probabile il ritiro di Israele solamente se “cadrà il governo e a Tel Aviv o a Gerusalemme ci sarà una persona ragionevole”.
