Il ministro Giuseppe Valditara in aula (Foto: SUSSIDIARIO.TV)
L’Italia registra un “risultato storico” nella scuola, come lo ha definito il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, perché la dispersione scolastica, per la prima volta, scende sotto la media europea. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat e rilanciati dal Ministero, il tasso di abbandono precoce degli studi per quanto riguarda l’anno scorso si è fermato all’8,2%, superando con cinque anni di anticipo il target fissato dall’Unione europea. Per Valditara questo risultato ha permesso di “restituire prospettive a mezzo milione di giovani”.
La dispersione scolastica riguarda quei ragazzi tra i 18 e i 24 anni che interrompono il percorso formativo senza conseguire un diploma o una qualifica professionale. Negli ultimi anni il dato italiano è progressivamente diminuito, passando dal 12,7% di cinque anni fa all’attuale 8,2%. Il risultato porta ora l’Italia sotto la media europea e al di sotto della soglia del 9% indicata da Bruxelles. Secondo il Ministero, il calo sarebbe legato anche agli investimenti del Pnrr sulla scuola, ai progetti di tutoraggio, all’orientamento e al rafforzamento degli istituti tecnici e professionali. Valditara ha rivendicato soprattutto il recupero di studenti nelle aree più fragili del Paese, sottolineando come la lotta all’abbandono scolastico sia stata una delle priorità del governo.
Nonostante il miglioramento generale, persistono forti squilibri tra Nord e Sud e tra studenti italiani e stranieri. Le percentuali di dispersione restano infatti più alte in alcune aree del Mezzogiorno e tra i giovani con background migratorio, ritenuti ancora i gruppi più esposti al rischio di esclusione scolastica e sociale.
