Wes Streeting (x)
Dopo la valanga di dimissioni dei giorni scorsi, anche il Ministro della Sanità (ormai ex) Wes Streeting ha deciso di lasciare il suo posto all’interno dell’esecutivo UK guidato da Keir Starmer, aprendo ufficialmente alla partita che potrebbe portare alla sostituzione del Primo ministro: il leader laburista, infatti, sembra intenzionato a restare saldamente alla guida del paese, nonostante i sondaggi (e le recenti elezioni comunali) ne sanciscano da tempo il netto calo della fiducia dell’elettorato nei suoi confronti.
Proprio Streeting, nella lettera con cui ha rassegnato le dimissioni, ha sottolineato di aver “perso fiducia” nella leadership di Starmer, al punto da ritenere “disonorevole e privo di principi (..) rimanere in carica”: per l’ex ministro, infatti, ormai è chiaro che non sarà Starmer a guidare i laburisti “alle prossime elezioni generali” e auspica che le sue dimissioni diventino un campanello d’allarme affinché la sfida politica futura non sia esclusivamente incentrata sulla “personalità ” del leader.
Non solo, perché se Starmer qualche giorno fa aveva ricordato che la successione alla guida del partito è governata da un rigido regolamento interno che non era ancora stato attivato, Streeting ha deciso di muoversi in quella direzione: l’ex ministro, infatti, ha presentato la sua candidatura formale per sostituire Starmer e dovrà – per riuscire nell’impresa – raccogliere almeno il 20% dei consensi nel gruppo parlamentare per avviare una vera competizione elettorale interna.
