Cina (Ansa)
Diventata la patria dei robot umanoidi, con oltre 500 aziende che sono attivamente impegnate nella costruzione di modelli differenti e concorrenti tra loro, la Cina sta pensando di introdurre una sorta di “carta d’identità” che li renda riconoscibili e tracciabili in ogni fase della loro (per così dire) “vita”, dal momento della produzione fino a quello dell’uso effettivo da parte dell’acquirente e dello smaltimento una volta diventato obsoleto.
Stando a quanto sappiamo fino a questo momento, la “carta d’identità” per i robot umanoidi in Cina non sarà – ovviamente – fisica: l’ipotesi, infatti, sembra essere quella di affibbiare a ogni robot un codice numerico composto da almeno 29 cifre, univoco per ogni singolo esemplare, che conterrà le informazioni sul produttore, sul modello e – soprattutto – sul numero di serie, in modo da poter risalire rapidamente alla sua origine e al suo proprietario.
L’idea della Cina di introdurre la carta d’identità per i robot risponde a una chiara e facilmente immaginabile esigenza di sicurezza: con la sempre più rapida diffusione degli umanoidi, infatti, diventerà importantissimo per le autorità poter riconoscere la sua provenienza e il proprietario, in modo da contrastare (esattamente come accade con i numeri di serie delle armi da fuoco) eventuali usi illeciti.
