Il progetto del tunnel sullo Stretto di Bering (web)
Dovrebbe arrivare nella giornata di oggi la firma definitiva del progetto di Trump e Putin (che porterebbe proprio i nomi dei due leader) per costruire un tunnel sottomarino che mira a rendere attraversabile in auto lo Stretto di Bering, piccolo fazzoletto acquatico che ebbe un ruolo fondamentale durante le tensioni della Guerra Fredda tra le due superpotenze: un progetto noto già da tempo, ma che ieri è stato ufficialmente confermato da Kirill Dmitriev, secondo il quale – appunto – oggi dovrebbe essere ufficializzato con la firma dell’accordo.
Facendo un passo indietro, è utile ricordare che lo Stretto di Bering è quella piccola strozzatura oceanica che rappresenta il punto di massimo contatto tra Stati Uniti e Russia, separandole di appena 83 chilometri nel suo punto più stretto: durante le ere glaciali, i due territori erano collegati a causa della glaciazione dei mari, ma si sono poi progressivamente staccate con lo scioglimento dei ghiacci e durante la Guerra Fredda divenne un presidio fondamentale per le due potenze dato che si temeva sarebbe diventato un punto di attacco.
Già del 2011, però, si discute della possibilità di rendere attraversabile lo Stretto di Bering, con un progetto già autorizzato dal Cremlino che dovrebbe portare alla costruzione di un tunnel lungo 103 chilometri: il progetto – a causa delle difficoltà tecniche – era stato poi parzialmente archiviato, ma oggi sembra tornare in auge (con un chiaro segnale della rinnovata “amicizia” tra Trump e Putin) e potrebbe essere affidato a Elon Musk con un finanziamento da 8 miliardi di dollari e almeno 8 anni di lavori per la realizzazione.
