Donald Trump e la guerra in Iran (Foto: Tg5)
Si avvicina la fine della guerra in Iran, e probabilmente è questione di giorni se non di ore affinchè il conflitto in Medio Oriente si esaurisca definitivamente. Se tutto andrà come previsto Stati Uniti e Iran firmeranno un memorandum d’intesa, dopo di che la strada verso la pace definitiva sarà tutto in discesa. A confermare la situazione non è stato solamente il presidente americano Donald Trump, che ha ipotizzato una firma nel weekend, ma anche il ministro degli esteri iraniano Araghchi che ha spiegato che un accordo non è mai stato “così vicino”.
Sullo sfondo resta la questione spinosa del nucleare, che come vi segnaliamo sulle pagine de IlSussidiario.net non sembra essere stata ancora risolta definitivamente. Per la CNN, infatti, Teheran avrebbe sigillato il deposito dove si trova tutto l’uranio arricchito in suo possesso, di conseguenza non sarà facile raggiungerlo e metterlo in sicurezza. Ricordiamo che il nucleare è stato di fatto il motivo che ha scatenato la guerra lo scorso 28 febbraio, quindi la questione – spinosa – va risolta.
Nel frattempo emergono dei dettagli sull’accordo che verrà siglato a breve, a cominciare dallo stretto di Hormuz, che verrà riaperto ma che non sarà “gratuito”, nel senso che l’Iran chiederà una tariffa di passaggio, un po’ come avviene già per altri “stretti” famosi in altre zone del mondo, si pensi ad esempio al Canale di Suez o di Panama. Infine si continua a bombardare in Medio Oriente con gli Stati Uniti che nella serata di ieri avrebbero colpito alcuni droni nei pressi dello stretto di Hormuz che avrebbero inficiato il passaggio delle navi. Come fatto sapere dal Centcom americano, Hormuz “è perfettamente navigabile”.
