L'autore dell'attentato al Pride di Berlino (ansa)
È durata appena 24 ore la caccia all’uomo per le strade di Berlino del 21enne ritenuto responsabile dell’attentato durante il Pride che è costato la vita a una donna e ha causato il ferimento di altre 29 persone, nessuna delle quali – secondo i media locali – sarebbe attualmente in pericolo di vita: l’autore è stato identificato nella persona di Abdul Ballout e gli inquirenti tedeschi si erano messi immediatamente sulle sue tracce, lanciando un’allert per tutta la nazione.
La ricerche, però, si sono – appunto – concluse in modo relativamente rapido, tanto che le autorità sono riuscite a individuare lo stesso Abdul Ballout nei pressi del quartiere Spandau di Berlino, nascosto all’interno di un capanno: nel momento in cui gli hanno intimato di uscire per farsi arrestare, però, il 21enne ha estratto un coltello e si è scagliato contro gli agenti, costretti ad aprire il fuoco e a ucciderlo sul colpo; mentre restano aperte le indagini sui possibili complici, non ancora del tutto esclusi dagli inquirenti.
Nel frattempo, le autorità di Berlino hanno anche confermato che quanto accaduto al Gay Pride è stato un vero e proprio attentato terroristico di matrice islamica, ipotesi mossa fin dai primissimi momento successivi all’attacco: Ballout, infatti, era già noto agli inquirenti dato che in passato aveva provato a unirsi allo Stato Islamico, per poi essere arrestato e – successivamente – liberato grazie a un programma di de-radicalizzazione che avrebbe dovuto iniziare a breve.
