Attentato al Pride di Berlino (ansa)
È stato un vero e proprio attentato – e c’è anche chi parla già di matrice islamica radicale – quello che si è registrato nella tarda serata di ieri a Berlino, dove un furgone si è diretto a grande velocità contro la folla che si era raccolta nel parco Tiergarten per le celebrazioni conclusive del Gay Pride: tutto è successo attorno alle 22 di ieri e le autorità hanno immediatamente lanciato una caccia all’uomo, attualmente incentrata su un sospettato, con l’ipotesi che potrebbe aver agito con alcuni complici.
Stando alle informazioni attualmente note, il bilancio sarebbe gravissimo, con almeno 16 persone che sono rimaste ferite durante l’attentato a Berlino (3 delle quali sarebbero anche in condizioni gravi) e una morta; mentre le autorità hanno già reso noto di aver identificato il principale sospettato, ovvero il 21enne “Abdul B” e di star attualmente ricostruendo l’eventuale esistenza di alcuni complici, descritti dalle testimonianze di alcuni dei presenti.
Nonostante l’identificazione del 21enne, però, gli inquirenti non sono ancora riusciti a mettersi sulle sue tracce dopo la fuga a piedi dal luogo dell’attentato a Berlino e hanno diffuso un’immagine segnaletica per aiutare i cittadini a identificarlo e segnalarlo: sul sospettato non si sanno grandi dettagli, se non il fatto che era uscito da poco (precisamente da maggio) da un riformatorio e che sarebbe vicino ad alcuni ambienti islamisti.
