Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich (Foto: Incidente Probatorio)
Sebastiano Visintin, marito di Liliana Resinovich, continua a dirsi certo che la moglie si sia suicidata. Parlando nelle scorse ore con i microfoni di Incidente Probatorio su Canale 122, l’uomo – ricordiamo indagato per l’omicidio della triestina – pensa che non sia stata ammazzata ma che si sia tolta la vita. Sebastiano ammette di domandarsi ogni giorno se abbia sbagliato qualcosa, dicendosi in colpa per non essere riuscito ad intercettare i malesseri della sua dolce metà.
Ha quindi parlato anche dei nuovi accertamenti disposti sui sacchi neri rinvenuti attorno al cadavere di Liliana Resinovich, dicendosi fiducioso che da questa nuova consulenza possa emergere qualcosa di importante. L’obiettivo degli inquirenti è quello di trovare le impronte dell’assassino, di conseguenza si sta procedendo con una indagine dattiloscopica proprio con un obiettivo preciso, trovare la mano di chi ha maneggiato questi sacchetti e quindi trovare presumibilmente l’assassino.
Sebastiano ha tenuto la bocca cucita su Claudio Sterpin “per rispetto della famiglia visto che non c’è più”, mentre ha precisato che la forza che lo fa andare avanti sono le persone che incontra per strada e che credono nella sua innocenza. In ogni caso l’avviso di garanzia ricevuto per omicidio volontario e occultamento di cadavere: “E’ la cosa peggiore che un marito potrebbe ricevere”, precisando che “sono 4 anni e mezzo e non sappiamo ancora la verità su cosa sia accaduto a Liliana Resinovich”. Sebastiano ha ricordato i 32 anni vissuti insieme alla moglie “anni fantastici e senza problemi”, smentendo quindi per l’ennesima volta la presunta crisi che viene ventilata da 4 anni e mezzo e che avrebbe addirittura spinto Liliana a divorziare, così come emergerebbe da alcune richieste in internet.
