Papa Leone XIV (Ansa)
I vescovi Lefebvriani Alfonso de Galarreta e Bernard Fellay e i quattro sacerdoti neo-consacrati (ovvero Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier), sono stati scomunicati dalla Chiesa di Roma – su firma del cardinale Fernández – con la formula “latae sententiae”: l’accusa del Vaticano – naturalmente – è quella di aver aver compiuto “un atto di natura scismatica”, consacrando quattro sacerdoti senza l’avallo del POntefice.
La cerimonia di consacrazione si è svolta davanti a oltre 17mila fedeli ed è stata trasmessa in diretta sui social nel primo atto dello scisma che sta scuotendo la Chiesa di Roma, peraltro da parte di quegli stessi Lefebvriani che – 38 anni fa – fecero lo stesso durante il pontificato di Giovanni Paolo II: inutile, insomma, l’appello che Leone XIV aveva rivolto al Superiore generale della Fraternità – don Davide Pagliarani – implorandolo di fare un passo indietro e dialogare con il Vaticano.
Per il Superiore dei Lefebvriani, infatti, la consacrazione è stata un vero e proprio “evento storico” e uno “spartiacque” tra la vecchia e la nuova Chiesa; sottolinando anche chiaramente che non è sua intenzione abbandonare il Vaticano, ma sostenerlo in un complesso momento di necessità, tanto da invitare il Pontefice a prendersi un attimo di riflessione per concedere – a tempo debito – la sua benedizione.
