Attentato a Trump (Ansa)
Sono stati attimini di vero e proprio panico quelli vissuti la sera scorsa alla Casa Bianca, con più di 2mila giornalisti che erano stati invitati per la consueta cena annuale con il presidente, diventati testimoni di quello che le autorità definiscono un attentato a Trump: durante la cena, infatti, un individuo ha esploso alcuni colpi d’arma da fuoco fuori dalla sala in cui stava tenendo il ricevimento, fortunatamente senza ferire o uccidere nessuno dei presenti.
La fuga del presunto autore dell’attentato a Trump è durata – ovviamente – poco dato che è stato immediatamente braccato e fermato dall’FBI: secondo le prima informazioni, si tratterebbe del 31enne Cole Tomas Allen che non sembra essere affiliato a nessun gruppo terroristico noto, definito un vero e proprio “lupo solitario” che aveva il solo obiettivo di “uccidere” da parte delle autorità ; nato in California e mosso da quella che sembra essere una forma malata di fede cristiana.
In un manifesto inviato ai suoi parenti qualche minuto prima di compiere l’attentato a Trump, infatti, Allen fa riferimento esplicito al “porgere l’altra guancia”, prima di definirsi un “assassino federale gentile” che voleva punire i “molti criminali dell’amministrazione”: il 31enne, infatti, spiega di non essere più disposto “a permettere a un pedofilo, stupratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini”, facendo – ovviamente – riferimento al presidente repubblicano.
