Le torri di Bologna (web)
Un’operazione congiunta del Ros dei Carabinieri e della Digos ha sventato i piani eversivi di una rete d’ispirazione neonazista e suprematista formata da 17 giovani, dei quali 14 minorenni, che operavamo tra Modena e Bologna: l’indagine – sviluppata tra il 2024 e il 2025 – ha delineato uno scenario di estrema violenza orchestrato da due maggiorenni veneti, con i giovani che ricoprivano ruoli operativi sul territorio emiliano.
Gli investigatori sono intervenuti prima che il gruppo potesse concretizzare un attacco incendiario contro la sede del circolo Lenin di Modena, pianificato per il settembre 2024 con l’uso di bottiglie Molotov, e dalle intercettazioni su Telegram sono emersi anche propositi ancora più gravi, definiti nelle chat come “Torri Gemelle 2.0”, diretti a colpire con intenti eversivi le Torri degli Asinelli e della Garisenda a Bologna, identificata dal gruppo come simbolo della sinistra.
La propaganda dell’organizzazione operativa tra Modena e Bologna univa l’apologia del fascismo e l’adesione alla “terza posizione” con l’odio politico, il razzismo e il negazionismo della Shoah: tra i reati contestati dalla Procura – non a caso – figurano l’associazione con finalità di terrorismo, l’istigazione all’odio razziale, la propaganda di idee discriminatorie e la detenzione illegale di armi.
