Proteste alla Biennale di Venezia (x)
Si è aperto – o meglio, è proseguito rispetto alla chiusura ufficiale dei padiglioni – un vero e proprio caso politico attorno alla Biennale di Venezia, quest’anno segnata dalle polemiche per la scelta degli organizzatori di accogliere anche gli artisti provenienti dalla Russia, lanciando – nella loro ottica – un messaggio di fratellanza in un contesto come l’arte che nulla ha a che fare con la guerra avviata dal Cremlino in Ucraina.
Dopo un’edizione segnata dalle polemiche, però, è arrivato anche l’intervento della Commissione UE – che già ad aprile, prima dell’avviso della fiera artistica, aveva suggerito agli organizzatori di revocare l’adesione della Russia – che ha suggerito all’Agenzia esecutiva europea per l’istruzione e la cultura di revocare i 2 milioni di euro di finanziamenti riconosciuti annualmente alla fiera artistica: l’ultima parola spetterà proprio all’Agenzia, che si esprimerà nel corso delle prossime settimane.
Naturalmente, la scelta della Commissione non è passata inosservata, tanto che sul tema si è immediatamente espresso – con un post condiviso sul suo profilo X – Luca Zaia che ha duramente contestato la ritorsione europea contro la Biennale di Venezia: secondo il governatore veneto, infatti, si tratta di una decisione che apre al rischio che “passi il principio secondo cui per fare cultura serva una patente”, peraltro – a suo avviso – concessa da un organo “non eletto direttamente dai cittadini”.
