Caro carburante (Foto: Ansa)
Dopo la fine – lo scorso 3 luglio – del taglio alle accise, il caro benzina è tornato a farsi sentire nella vita degli italiani a causa delle nuove tensioni in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran, minacciando notevolmente il mese di agosto, per moltissimi italiani sinonimo dell’inizio delle vacanze estive, nonché mese da sempre caratterizzato dai famosi bollini rossi e neri sulle autostrade: un esodo che rischia, però, di essere solo a metà a causa dell’enorme aumento dei costi al distributore.
Nel momento in cui scriviamo – e la situazione cambia letteralmente a vista d’occhio – il caro benzina ha già portato i prezzi al distributore pericolosamente vicino ai 2 euro al litro, con il verde che viaggia sull’ordine di 1,979 euro al litro nelle città e il gasolio che ha raggiunto i 2,180 euro, rispettivamente aumentati a 2,069 e 2,249 nella rete autostradale; mentre sembra essere Milano la città più costosa, con un distributore che ha raggiunto – addirittura – i 2,635 euro al litro per la benzina.
Proprio per porre un freno al caro benzina, l’esecutivo sembra essere intenzionato ad accelerare per trovare una soluzione, forse già entro la fine della settimana che sta per iniziare e – sicuramente – prima della pausa estiva dei lavori governativi: fermo restando che i tagli veri e propri sono attualmente impraticabili per ragioni di bilancio, sembra essere tornata in auge l’ipotesi delle accise mobili che potrebbe tradursi in risparmi tra i 4 e i 10 centesimi al litro.
