Papa Leone XIV (Ansa)
Cinque presunte vittime dell’ex gesuita e mosaicista Marko Rupnik hanno inviato una lettera aperta a Papa Leone XIV per denunciare il muro di silenzio eretto dalle istituzioni ecclesiastiche dopo l’apertura del processo a suo carico: diffuso dall’avvocato Laura Sgrò, il testo esprime apprezzamento per la scelta del vescovo di Tarbes e Lourdes di coprire i mosaici dell’artista, ma – appunto – punta il dito contro l’assenza di risposte da parte del Dicastero per la Dottrina della Fede sul processo in corso.
Le donne – tra cui Gloria Branciani, Mirjam Kovac, suor Samuelle e Vida Bernard – descrivono l’indifferenza delle autorità vaticane come “un’ulteriore e continuata violenza” che va ad sommarsi agli abusi fisici, psicologici e spirituali che sostengono di aver subito da Marko Rupnik, sottolineando di sentirsi completamente abbandonate “dal sistema giudiziario”.
Oltre a denunciare gli attacchi e le diffamazioni subite per aver denunciato Marko Rupnik, le firmatarie della lettera sottolineano come questa opacità nel processo rischi di scoraggiare chiunque voglia denunciare violenze all’interno della Chiesa: un procedimento – concludono le vittime – celebrato nell’ombra che mina la fiducia nella giustizia ecclesiastica e tradisce i principi di verità , equità e misericordia invocati dallo stesso Pontefice.
