I Papiri di Ercolano (Foto: screen video National Geographic)
Carbonizzati e resi illeggibili più di 2mila anni fa dalla famosa eruzione del Vesuvio che distrusse la città di Pompei, ma incredibilmente conservati (quasi) intatti, i Papiri di Ercolano rappresentano uno dei più interessanti misteri per gli storici e gli studiosi, con decine di esperimenti che negli anni hanno provato a trovare delle soluzioni per rendere i piccoli papiri leggibili che si sono risolte con un nulla di fatto e la tecnologia – soprattutto l’intelligenza artificiale, ma anche l’accelerazione delle particelle – che sembra aver impresso una svolta significativa al mistero.
Proprio in questi giorni, infatti, i Papiri di Ercolano sono stati al centro di quella rinominata “Vesuvius Challenge” che mira proprio a trovare una soluzione per leggere gli antichissimi rotoli, senza doverli manualmente aprire con il rischio di distruggerli: tutto era partito con la scoperta che una scansione con i raggi X permetteva – anche grazie al machine learning – di individuare le tracce di inchiostro sulla carta dei papiri e da lì si è arrivati alla svolta di questi ultimi giorni.
Grazie a un mix di tecnologie, infatti, i ricercatori sono riusciti a leggere per la prima volta alcune parti dei Papiri di Ercolano, confermando che si tratta in larga parte di scritti filosofici attribuiti a Filodemo di Gadara che non sono mai stati letti in precedenza: una svolta importante, che potrebbe far luce – per la prima volta nella storia – su una “nuova” scuola di filosofia; ma anche aprire a nuove conoscenze storiche sull’antica Grecia.
