Strage di Pietralata (Foto: La Vita in Diretta)
Le forze dell’ordine stanno continuando ad indagare sulla strage famigliare di Pietralata, la morte di Luca Abbasciano, Valentina Pambianco e della loro figlia di 5 anni, Bianca, considerato un duplice omicidio e un suicidio: il padre avrebbe ucciso la figlia e la mamma per poi uccidersi a sua volta. La pista battuta è quella della crisi famigliare dovuta ad una difficoltà economica ma soprattutto ad una disperazione per l’impossibilità di trovare una cura per la propria bimba.
Bianca era nata con una grave disabilità cinque anni fa e da allora la famiglia ha sempre cercato un modo per curare la propria piccola e regalarle una vita migliore. A riguardo la famiglia si era rivolta negli ultimi tempi ad una clinica messicana che garantiva una terapia sperimentale tramite una tecnologia particolare che in Italia non viene eseguita in quanto non ritenuta efficace. Luca e Valentina, assieme alla bimba, avevano quindi viaggiato diverse volte in Messico per sottoporre la stessa bimba ad una serie di sedute, investendo tutto il denaro che avevano.
Si parla di una cifra vicina ai 60/70mila euro ma secondo alcuni media la spesa sostenuta sarebbe ben più elevata. Vedendo però che la piccola Bianca non migliorava è probabile che alla fine mamma e padre, finiti i soldi, siano caduti nella disperazione, optando quindi per il tragico gesto. Il quotidiano Il Messaggero ha intervistato stamane Roberto Trujillo, il medico che dirige la clinica di Tijuana a cui si sono rivolti i due genitori di Bianca, precisando di non essere a conoscenza delle difficoltà economiche della famiglia Abbasciano e che lo avesse saputo avrebbe potuto trovare un accordo. Si è detto inoltre profondamente addolorato dall’aver appreso la notizia del tragico gesto.
