Chi detiene oggi il potere e quanto è cambiato il modo di esercitarlo? La domanda attraverserà il confronto “I padroni del mondo“, appuntamento del Meeting di Rimini 2026 che guarda alle trasformazioni dello scenario internazionale e alle conseguenze che queste producono sulla tenuta delle democrazie. Il punto di osservazione non riguarda solo gli Stati: accanto agli attori politici tradizionali sono emersi infatti nuovi centri di influenza, capaci di incidere sulle dinamiche economiche, tecnologiche e sociali.
Il contesto internazionale è sempre più difficile da ricondurre agli equilibri del passato: i conflitti modificano rapporti di forza e alleanze, la competizione tra potenze si accompagna alla crescita di soggetti che esercitano un’influenza globale senza essere necessariamente Stati. Anche il ruolo dell’Occidente viene così rimesso in discussione, in una fase nella quale le democrazie sono chiamate a confrontarsi con pressioni esterne e tensioni interne.
A rendere particolarmente articolato il dialogo, in programma alle ore 17 di oggi all’Auditorium Intesa Sanpaolo D3 della Fiera di Rimini e trasmesso in diretta su IlSussidiario.tv, sarà la diversa esperienza dei protagonisti. Stefano Lucchini, Group Chief Institutional Affairs and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo, porterà la prospettiva maturata nel mondo delle istituzioni e delle relazioni esterne; la giornalista Monica Maggioni, conduttrice di In mezz’ora, contribuirà con il punto di vista dell’informazione e dell’analisi dell’attualità ; Luciano Violante, presidente dell’Associazione Futuri Probabili, permetterà invece di affrontare il tema anche tramite la sua lunga esperienza nelle istituzioni. A moderare Bernhard Scholz, presidente della Fondazione Meeting per l’amicizia fra i popoli ETS.
Uno degli interrogativi riguarderà quindi la capacità delle istituzioni democratiche di mantenere un ruolo effettivo in una realtà nella quale il potere è sempre più distribuito. Le grandi trasformazioni tecnologiche sono un ulteriore elemento di questa partita: la disponibilità di risorse, dati e strumenti di comunicazione su scala globale ha infatti modificato anche il rapporto tra potere pubblico e soggetti privati.
Il confronto proverà così a capire quali strumenti possano ancora permettere alla tradizione democratica di incidere in un mondo attraversato da nuove forme di competizione e da rapporti di forza mutevoli. Una fotografia dell’instabilità internazionale, ma anche una riflessione sulle possibilità di affrontarla senza rinunciare al ruolo delle istituzioni e alla partecipazione democratica.
